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SU E GIU' A PIAZZA AFFARI
Di quale ampiezza sono le oscillazioni che è lecito aspettarsi da un portafoglio azionario? Dal 1975 a oggi la borsa italiana ha avuto 11 anni su 31 con performance negative e un risultato finale di 26 volte il capitale investito

di Carlo Massironi

Chi non sa far di calcolo si dedichi alle vendite. Questo salace modo di dire di Wall Street nasconde una doppia verità. In superficie sembra offrire un'alternativa a chi manca di talento per i numeri, mentre più in profondità prescrive una qualità del buon venditore di prodotti finanziari: l'entusiasmo di chi è impegnato nella vendita potrebbe venire sciupato da un eccesso di attenzione per la matematica. Forse per questo la memoria dei venditori di strumenti finanziari, e purtroppo anche di molti investitori, è spesso così corta. Eppure, conoscere cosa è accaduto sui mercati 10, 20, 30 anni prima di ieri è utile per sapere cosa è lecito aspettarsi (e cosa no) dai mercati e dal portafoglio azionario.

Dati affidabili sul mercato azionario italiano sono disponibili dal 1928. Del 1975 è l'indice Mib storico della Borsa Italiana. Che è passato da un valore base di 1.000 nel 1975 a un valore di 26.056 a fine 2005: il che significa un tasso di crescita composto medio annuo dell'11% (a cui va aggiunto un 3.5% medio di dividendi). Un argomento solido a sostegno dell'investimento azionario di lungo termine.

Tuttavia, chi avesse confidato nel mercato azionario per così lungo tempo avrebbe dovuto tollerare i su e giù del mercato, con performance annue oscillanti dal -32% del 1987 al +122% del 1980. Di più, avrebbe dovuto avere nervi saldi per restare investito anche dopo periodi di due o tre anni con performance del periodo di -43% o periodi di quattro anni con risultati di +341%. L'investitore che avesse avuto la fortuna di capitare in un momento di rialzi avrebbe potuto sviluppare aspettative irrealistiche nel lungo termine sulle possibilità di guadagno o, se capitato in prossimità di un periodo di ribassi, scoraggiarsi più del ragionevole.

Nella tabella sono segnalati i cicli della borsa italiana come indicati dall'indice Mib storico. I 31 anni considerati si possono suddividere in cinque periodi. In totale 11 anni su 31 con performance negative e un risultato finale di 26 volte il capitale investito. Posizionando sulla tabella l'inizio della propria esperienza di borsa ognuno può chiedersi come i propri atteggiamenti verso la borsa sarebbero stati differenti se l'approccio con il mercato fosse avvenuto in un altro momento.
Un portafoglio azionario, essendo costituito da un numero di titoli minore rispetto al mercato, ha meno possibilità che eventuali titoli negativi siano bilanciati da altri positivi. Per questo le sue performance possono oscillare anche più dell'indice Mib storico. Forse, come insegna il detto di Wall Street, l'arte del venditore consiste nel vendere sogni e entusiasmo senza lasciarsi distrarre da troppi calcoli. Tuttavia, avere una idea del tipo di oscillazioni che è lecito attendersi da un investimento azionario può aiutare ad assumere il giusto atteggiamento nel tempo.

[Pubblicato su Milano Finanza del 27 Maggio 2006, p. 40]


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